Mi rifiuto di gestire la fattura elettronica B2B con la Pec!

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Mi rifiuto di gestire la fattura elettronica B2B con la Pec!

Inviate e ricevute con successo le primissime fatture elettroniche B2B… possiamo essere orgogliosi anche noi di non aver mancato il tanto atteso appuntamento con il Sistema di Interscambio in versione Privati e PA.

Le possibilità di inviare e ricevere le fatture elettroniche sono due:

  • via Pec: inserire nel Codice Destinatario il codice a sette zeri e compilare il campo PECDestinatario con l’indirizzo corretto
  • attraverso un nodo accreditato: un’azienda che fa da intermediario ed invia/riceve le fatture per conto del proprio cliente – al di là della tecnologia che usa il nodo accreditato (ftp o web service), la ratio è quella di compilare il Codice Destinatario, un codice alfanumerico.

Ora, gestire le fatture elettroniche B2B tramite Pec è un limite enorme se non c’è qualcosa dopo! Se il processo di ferma alla ricezione della fattura xml come allegato ad una pec, si perde la possibilità di automatizzare la contabilizzazione (semi)automatica – quindi cosa si fa? Si salva l’allegato a mano e si stampa?! No, certo che no! Sembra una proposta sciocca, ma è quello che molte aziende pubbliche e private hanno fatto per mesi, prima di comprendere che così facendo il lavoro si decuplicava. Per non parlare del fatto che nell’account pec, fatture elettroniche coesisteranno con tutti gli altri messaggi e che devono essere intercettate (a mano o da un software) per separarle da tutto il resto.

Concordo con molti che la pec è l’unico elemento che tutte le imprese sono obbligate ad avere e ben si concilia con il fatto che ne esista un elenco (non proprio di immediato accesso, ma comunque) pubblico – ma siamo certi che non si desideri ricevere tutte le fatture B2B su account pec dedicato? A fronte di una comunicazione a tutti i fornitori, non si può sperare che tutti recepiscano il cambiamento immediatamente, dunque si avrebbero fatture elettroniche “sparse” su più account.

E per quanto riguarda le notifiche? Come vengono gestite? E’ chiaro che serve un portale di gestione, a monte del sistema di contabilità, che permetta di ricevere, visualizzare, consultare le fatture elettroniche ricevute e generare una notifica di accettazione o di rifiuto.

Come abbiamo risolto? Tecnicamente un servizio intercetta i messaggi pec contenenti una fattura elettronica ed importa automaticamente la fattura in un portale di monitoring delle fatture. Imprescindibile l’esportazione automatica di tutte le fatture accettate verso il sistema di contabilità.

C’è un’altra strada, il famoso Codice Destinatario. Mi pare che funzioni sulla falsa riga del Codice IPA – ogni ufficio di fatturazione può avere un Codice Destinatario. Ormai sulla Pubblica Amministrazione è un sistema rodato e funzionante.

Quando ho intravisto questa possibilità, ogni mio dubbio sulla scelta pec o codice destinatario è scomparso. Un codice: semplice, chiaro, preciso, nessun misunderstanding, nessun accrocchio informatico, completamente trasparente per l’utente. Il fornitore inserisce in anagrafica il CodiceDestinatario e via!

Per avere questo lieto fine cosa manca?

  • Un indice (pubblico?) dei codici destinatari
  • La possibilità che chiunque possa richiedere un Codice Destinatario – al momento pare sua attribuibile solo da un nodo accreditato, per un numero massimo di 100 codici

Tecnicamente è possibile assegnare più società al medesimo codice per “fare economia di scala”, ma la gestione della dismissione di un codice renderebbe impossibile mantenere attivo il servizio per una parte delle società associate a quel codice, quindi di fatto, questi due limiti di fatto spostano la scelta sulla gestione delle fatture elettroniche via pec.

In attesa di avere informazioni in merito a questi punti direttamente da Sogei, per poter supportare al meglio le esigenze dei clienti (e la curiosità di noi addetti ai lavori!).